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Criptovalute nel Regno Unito: il 40% delle transazioni bloccate dalle banche

Un sistema bancario sempre più ostile alle crypto

Nonostante le ambizioni dichiarate di Londra di diventare un hub globale per Bitcoin e Web3, la realtà per gli investitori britannici appare ben diversa. Secondo un recente rapporto del UK Cryptoasset Business Council (UKCBC), circa il 40% delle transazioni in criptovalute viene bloccato o limitato dalle banche del Regno Unito.

Un sistema bancario sempre più ostile alle crypto

Inviare fondi verso piattaforme come Coinbase o Kraken è diventato un vero e proprio percorso a ostacoli. Le banche britanniche agiscono come severi guardiani, imponendo restrizioni che soffocano l’accesso al mercato crypto.

Un singolo exchange ha registrato 1,2 miliardi di dollari di transazioni bloccate in un solo anno, un dato che evidenzia l’impatto sistemico di queste politiche.

Banche coinvolte: tra blocchi totali e limiti stringenti

Tagli netti ai rapporti con gli exchange

Alcuni istituti hanno scelto la linea dura:

  • Virgin Money: interruzione totale dei rapporti con le piattaforme crypto
  • Chase UK: stop ai pagamenti verso gli exchange

Restrizioni “soft” ma penalizzanti

Le grandi banche storiche adottano invece limiti severi:

  • Barclays: tetto massimo di 2.500 sterline per bonifico
  • HSBC: restrizioni simili sui trasferimenti crypto

Una forma di “ospitalità finanziaria” che lascia poco spazio alla libertà di investimento.

Il paradosso del “debanking” nel Regno Unito

Il fenomeno della debancarizzazione colpisce in modo indiscriminato l’intero settore. Secondo il rapporto UKCBC:

  • Il 60% delle aziende crypto subisce blocchi simultanei su bonifici e pagamenti con carta
  • L’accesso al mercato diventa quasi impossibile per i nuovi utenti

Il Regno Unito ottiene un punteggio di 7,9 su 10 nella scala di difficoltà di accesso ai servizi finanziari crypto, risultando più rigido di molti altri centri finanziari globali.

Impatto economico e fuga degli investimenti

Le conseguenze non si fanno attendere:

  • 70% delle piattaforme crypto afferma che le restrizioni limitano investimenti futuri
  • Riduzione di assunzioni e sviluppo di nuovi prodotti
  • Perdita di competitività del Regno Unito nel settore Web3

Il dato più sorprendente è che le restrizioni colpiscono anche aziende regolarmente registrate presso la FCA (Financial Conduct Authority).

Possibili violazioni e scenari futuri

Il UK Cryptoasset Business Council denuncia una possibile violazione delle norme sulla concorrenza e del dovere di consulenza da parte degli istituti bancari.

La situazione resta fluida e potrebbe portare a interventi normativi o azioni legali. Nel frattempo, il sogno di un Regno Unito leader mondiale delle criptovalute sembra sempre più distante.

 

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