India e Unione Europea hanno annunciato la conclusione di un accordo di libero scambio di portata storica, destinato a trasformare profondamente i rapporti economici tra le due aree e a ridurre la dipendenza da partner commerciali considerati sempre più imprevedibili, come gli Stati Uniti.
Un’intesa negoziata per oltre vent’anni
L’accordo è il risultato di più di due decenni di negoziati, rilanciati nel 2022 e accelerati grazie all’impegno diretto della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del primo ministro indiano Narendra Modi.
Secondo Bruxelles, l’intesa porterà alla riduzione o eliminazione dei dazi su oltre il 96% dei beni esportati dall’UE verso l’India, in termini di valore. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare le esportazioni europee verso il mercato indiano entro il 2032, un bacino di circa 1,4 miliardi di consumatori.
Accesso preferenziale anche per i prodotti indiani
Dal canto suo, l’Unione Europea si è impegnata a ridurre i dazi sul 99,5% dei prodotti indiani entro un periodo massimo di sette anni, secondo quanto comunicato dal ministero del Commercio indiano.
Settori con eliminazione totale dei dazi
- Prodotti ittici
- Pelli e cuoio
- Tessile e abbigliamento
- Prodotti chimici
- Gomma
- Metalli di base
- Gioielleria
Sono invece esclusi dall’accordo alcuni prodotti agricoli sensibili, tra cui:
- Carne bovina
- Riso
- Soia
- Prodotti lattiero-caseari
Dichiarazioni ufficiali: “La madre di tutti gli accordi”
“Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi. Abbiamo creato una zona di libero scambio da due miliardi di persone, che porterà benefici a entrambe le parti”, ha dichiarato Ursula von der Leyen.
Anche Narendra Modi ha accolto con entusiasmo l’intesa, sottolineando le “enormi opportunità economiche” che deriveranno per l’India.
Tempistiche di firma e possibili ostacoli
La firma formale dell’accordo è prevista dopo una revisione giuridica che dovrebbe durare circa sei mesi. L’entrata in vigore è attesa entro un anno, anche se il processo di ratifica nell’UE potrebbe incontrare resistenze politiche, come già avvenuto per l’accordo con il Mercosur.
Un accordo strategico per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti
L’Unione Europea è attualmente il principale partner commerciale dell’India. Nel 2024/25 gli scambi bilaterali hanno raggiunto 136,5 miliardi di dollari, superando quelli tra India e Stati Uniti e tra India e Cina.
Questa intesa si inserisce in un contesto globale caratterizzato da:
- Tensioni commerciali con gli Stati Uniti
- Minacce di nuovi dazi
- Ricerca di partnership più stabili e multilaterali
Negli ultimi anni, l’UE ha firmato accordi commerciali con Mercosur, Indonesia, Messico e Svizzera, mentre l’India ha concluso intese con Regno Unito, Nuova Zelanda e Oman.
Automotive, alcolici e dazi: i punti chiave
Settore automobilistico
L’India si impegna a ridurre i dazi sulle automobili al 10% entro cinque anni, rispetto a livelli attuali che arrivano fino al 110%.
Già dall’entrata in vigore dell’accordo:
- Dazi ridotti al 30–35%
- Quota annua di 250.000 veicoli europei
- Prezzo unitario superiore a 15.000 euro
Bevande alcoliche
I dazi su vino e alcolici saranno:
- Ridotti immediatamente dal 150% al 75%
- Progressivamente abbassati fino al 20%
Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)
Le aziende indiane non saranno esentate dalla carbon border tax europea, in vigore dal 1° gennaio, che riguarda settori come:
- Acciaio
- Cemento
- Fertilizzanti
Conclusione: un nuovo equilibrio nel commercio globale
L’accordo di libero scambio tra India e UE rappresenta una svolta geopolitica ed economica, creando una delle più grandi aree commerciali del mondo e rafforzando il ruolo di entrambe le parti in un sistema globale sempre più frammentato.

